
La “cittadella del restauro”: il cuore del progetto Firenze Città del Restauro e del Salone del Restauro
24 Aprile 2026
La “Cittadella del Restauro”: quattro giorni di visione e futuro.
11 Maggio 2026Si è aperta con un confronto ricco di contenuti e visione strategica la prima giornata del Salone dell’Arte e del Restauro, nell’ambito del progetto “Firenze Città del Restauro”, promosso dalla Camera di Commercio di Firenze e dalla sua Azienda Speciale PromoFirenze.
L’incontro inaugurale ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema camerale, delle associazioni di categoria, del mondo scientifico e del Ministero della Cultura, delineando un quadro condiviso: il restauro non è soltanto tutela del patrimonio, ma motore culturale ed economico per il territorio.
Ad aprire i lavori è stata Susanna Bianchi (Legacoop Toscana), che ha sottolineato la crescita del progetto e l’ampiezza dell’edizione 2026, con un programma articolato in più sale e un’offerta scientifica e convegnistica che coinvolge direttamente anche il Ministero della Cultura.
Il valore strategico del progetto è stato ribadito da Giacomo Cioni, Vice Presidente della Camera di Commercio di Firenze, e da Massimo Guasconi, Presidente Unioncamere Toscana, che ha richiamato il peso economico della filiera del restauro per la Regione Toscana: un comparto che incide in maniera significativa sul PIL regionale e che deve essere riconosciuto come vero e proprio distretto economico-culturale, con prospettiva di estensione su scala regionale.
Dal mondo delle imprese, Tommaso Nesi (Confartigianato) ha posto l’attenzione sul tema cruciale del passaggio generazionale, sottolineando come oggi la figura del restauratore richieda un doppio percorso: formazione strutturata e apprendistato “di bottega”, in un equilibrio tra istruzione e saper fare che rappresenta l’essenza stessa del mestiere.
Anche Luigi Salvadori (Confindustria) ha evidenziato l’importanza della sinergia tra categorie economiche e istituzioni, definendo il Salone un momento strategico per la città in una fase storica complessa, mentre Francesco Amerighi (CNA) ha ribadito la necessità di percorsi professionali qualificati in un settore sempre più segnato dall’innovazione tecnologica, dalla diagnostica non invasiva alla digitalizzazione.
Un contributo di particolare rilievo è arrivato da Elena Amodei, per il Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, che ha ricordato il percorso ventennale della manifestazione e l’importanza del Comitato Tecnico Scientifico, coordinato da Claudio Paolini, come garanzia di qualità e filtro scientifico delle proposte.
Il momento centrale dell’incontro è stato l’intervento di Fabrizio Magani, Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, che ha sottolineato la presenza “non formale” del Ministero a questa edizione, resa ancora più strutturata dalla recente riforma organizzativa.
«Il restauro è davvero il simbolo dell’Italia che lavora – ha affermato Magani – una tradizione con un forte slancio verso l’innovazione. Dobbiamo coniugare tutela e sostenibilità, pianificazione strategica e gestione dell’emergenza, multidisciplinarietà e partecipazione dei cittadini. Un restauro che sia altamente innovativo, ma che non dimentichi mai il valore delle mani».
Tre i pilastri indicati dal Direttore Generale: la gestione dell’emergenza e del rischio climatico, l’innovazione e la sostenibilità anche alla luce dell’esperienza del PNRR, e il rafforzamento del legame con il territorio attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza ai processi di tutela.
A concludere la mattinata è stato Giuseppe Salvini, Segretario Generale della Camera di Commercio di Firenze, che ha definito il Salone “figlio adottivo” del progetto camerale, ricordando come il restauro rappresenti un settore vitale per l’economia locale: centinaia di imprese con codice ATECO specifico e migliaia di attività correlate, con una forte vocazione internazionale.
Il taglio del nastro, effettuato dal rappresentante del Ministero della Cultura, ha sancito ufficialmente l’avvio della “cittadella del restauro” al Padiglione Arsenale: uno spazio di oltre 2.000 metri quadri dedicato a seminari, laboratori, confronto scientifico e valorizzazione della filiera.
Una prima giornata che ha restituito un messaggio chiaro: il restauro è identità, economia, innovazione. E Firenze intende rafforzare il proprio ruolo di riferimento nazionale e internazionale in questo ambito.






