
Nuovi progetti di restauro in Toscana: al via il recupero del Ponte Mediceo di Pontassieve
6 Agosto 2026Fonte immagine: luccatranoi.it
Restauro in Toscana: concluso a Lucca l’intervento conservativo sulla preziosa terracotta robbiana, un’occasione per riscoprire le peculiarità del restauro delle opere invetriate rinascimentali.
Il restauro in Toscana continua a restituire alla collettività opere di straordinario valore storico e artistico. È il caso della terracotta invetriata robbiana collocata sulla facciata della chiesa di San Pietro Somaldi a Lucca, recentemente restituita alla città dopo un accurato intervento conservativo che ne ha recuperato leggibilità, stabilità e qualità estetica.
L’intervento rappresenta un’importante occasione per riflettere su una delle produzioni artistiche più caratteristiche del Rinascimento toscano: le terracotte invetriate della bottega dei Della Robbia, opere che ancora oggi impreziosiscono chiese, conventi, ospedali e palazzi di tutta la regione.
Un patrimonio unico nel panorama artistico
Le opere robbiane sono immediatamente riconoscibili per la brillantezza delle superfici smaltate e per l’inconfondibile alternanza tra il bianco delle figure e il blu intenso degli sfondi, spesso arricchiti da elementi vegetali policromi.
Questa particolare tecnica, sviluppata da Luca della Robbia nella prima metà del Quattrocento e successivamente perfezionata dalla sua bottega, ha rappresentato una vera innovazione artistica, consentendo di realizzare opere destinate anche agli esterni grazie alla maggiore resistenza garantita dal rivestimento vetroso.
Proprio questa apparente “resistenza”, tuttavia, rende il restauro di queste opere particolarmente delicato.
Restaurare una terracotta invetriata
Le terracotte robbiane sono costituite da materiali con caratteristiche molto diverse tra loro.
Accanto al supporto in terracotta convivono infatti smalti vetrosi, pigmenti e differenti livelli di porosità che, nel corso dei secoli, reagiscono in modo diverso agli agenti atmosferici.
Tra le principali criticità che interessano queste opere si riscontrano:
- alterazioni delle superfici invetriate;
- distacchi tra smalto e supporto ceramico;
- depositi superficiali e biodeterioramento;
- microfratture dovute agli sbalzi termici;
- precedenti restauri non sempre compatibili con i materiali originali.
Per questo motivo ogni intervento richiede approfondite analisi diagnostiche e metodologie estremamente conservative.
Un intervento nel rispetto dell’opera
Il restauro della terracotta di San Pietro Somaldi ha avuto come obiettivo principale quello di preservare la materia originale, intervenendo esclusivamente dove necessario e restituendo all’opera la corretta leggibilità senza alterarne la storia.
Si tratta di un principio fondamentale del restauro contemporaneo: conservare, prima ancora che ricostruire.
Ogni operazione viene infatti calibrata per rispettare l’autenticità del manufatto e garantire la massima compatibilità tra i materiali originali e quelli impiegati durante il restauro.
Conservare un’eccellenza della Toscana
Le terracotte invetriate rappresentano uno dei patrimoni artistici più caratteristici della Toscana.
La loro diffusione sul territorio rende fondamentale una costante attività di manutenzione, monitoraggio e restauro, affinché queste opere possano continuare a testimoniare una delle stagioni più innovative dell’arte rinascimentale.
Il recente intervento concluso a Lucca conferma ancora una volta come il restauro in Toscana non significhi soltanto recuperare un’opera, ma anche tramandare competenze, tecniche e conoscenze che costituiscono esse stesse un patrimonio da preservare.






